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C'ERA UNA VOLTA IL
CONCILIO
C'è inoltre un'altra cosa,
Venerabili
Fratelli,
che è utile proporre alla vostra considerazione
sull'argomento.
Ad
aumentare la
santa letizia che in quest'ora solenne pervade i nostri animi,
Ci sia
cioè
permesso osservare davanti a questa grandiosa assemblea che
l'apertura
di
questo Concilio Ecumenico cade proprio in circostanze favorevoli di
tempo.
Spesso
infatti avviene, come abbiamo
sperimentato
nell'adempiere il quotidiano ministero apostolico, che, non
senza
offesa per le
Nostre orecchie, ci vengano riferite le voci di alcuni che, sebbene
accesi di
zelo per la religione, valutano però i fatti senza sufficiente
obiettività né
prudente giudizio. Nelle attuali condizioni della società umana
essi
non sono
capaci di vedere altro che rovine e guai; vanno dicendo che i nostri
tempi, se
si confrontano con i secoli passati, risultano del tutto peggiori; e
arrivano
fino al punto di comportarsi come se non avessero nulla da imparare
dalla
storia, che è maestra di vita, e come se ai tempi dei precedenti
Concili tutto
procedesse felicemente quanto alla dottrina cristiana, alla morale,
alla giusta
libertà della Chiesa.
A
Noi sembra di dover risolutamente
dissentire da
codesti profeti di sventura, che annunziano sempre il peggio, quasi
incombesse
la fine del mondo.
Nello
stato presente degli eventi umani, nel
quale
l'umanità sembra entrare in un nuovo ordine di cose, sono
piuttosto da
vedere i
misteriosi piani della Divina Provvidenza, che si realizzano in tempi
successivi attraverso l'opera degli uomini, e spesso al di
là
delle
loro
aspettative, e con sapienza dispongono tutto, anche le avverse vicende
umane,
per il bene della Chiesa...
...Aprendo
il Concilio Ecumenico Vaticano II,
è
evidente come non mai che la verità del Signore rimane in
eterno.
Vediamo
infatti, nel succedersi di un'età all'altra, che
le incerte
opinioni
degli
uomini si contrastano a vicenda e spesso gli errori svaniscono appena
sorti,
come nebbia dissipata dal sole.
Non
c'è nessun tempo in cui la Chiesa
non si
sia
opposta a questi errori; spesso li ha anche condannati, e talvolta con
la
massima severità. Quanto al tempo presente, la Sposa di Cristo
preferisce usare
la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del
rigore; pensa
che si debba andare incontro alle necessità odierne esponendo
più
chiaramente
il valore del suo insegnamento, piuttosto che condannando.
(dal
discorso di Giovanni XXIII per la solenne
apertura
del Concilio, 11 ottobre 1962)
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